20 aprile 2024
Ben bene, una volta per tutte cuciniamo la Parola assieme al corpo grazie alla meravigliosa arte delle sciamane, dono di un esorcista

20 aprile 2024
Ben bene, una volta per tutte cuciniamo la Parola assieme al corpo grazie alla meravigliosa arte delle sciamane, dono di un esorcista

Scuola di Arteterapia Poliscreativa

Laboratorio del 20 aprile 2024, propedeutico ai nostri corsi

Immagine di proprietà riservata. Collage e acrilico, A.T. fecit 2024

Dal 1992 un nostro gruppo di lavoro ha condotto una ricerca sulla possessione satanica e sulle pratiche esorcistiche, in particolare per ventiquattro anni assistendo con regolarità ai rituali di Don Gabriele Amorth, il più famoso esorcista del ventesimo secolo e, almeno per il momento, anche del ventunesimo.

E non solo, anche professionalmente collaborando con lui a vari livelli, nel pieno e reciproco rispetto delle enormi diversità ideologiche.

Quello che volevamo studiare e che questo percorso ci ha confermato, era quanto delle pratiche di cura molto più antiche come quelle sciamaniche fossero rimaste a tutt’oggi in qualche modo attive, rappresentando una sorta di palinsesto che, sia pure reinterpretato dall’esorcista in chiave cattolica e persino da noi “moderni” adattato ad un pensiero “razionale”, ancora sia riconoscibile.

Questa ricerca ci ha aperto un mondo, prima di tutto facendoci scoprire, grazie all’umanità e alla dolcezza di quello straordinario personaggio che era per l’appunto Don Gabriele, che le pratiche esorcistiche, quelle vere, avessero ben poco a che fare con quegli effettacci da peggior cinema Hollywoodiano di tutti i tempi come “L’esorcista” del 1973 fino a quell’orrida, recentissima cialtronata de “L’esorcista del Papa” nel quale un bolso e semialcolizzato Russel Crow si permette di interpretare la parte di quel gentile presbitero.

Poi ci ha permesso, sempre questa ricerca, di capire quanto nell’arte della cura, presumibilmente fin da quando trecentomila anni fa e in quel dell’Africa, il bingo della selezione naturale ha sorteggiato la nostra specie di homo sapiens, il punto imprescindibile tra chi viene curato e colui che cura sia la relazione corporea, in particolare rimettendo in scena ritmi relazionali delle fasi precoci delle nostre vite quando le nostre madri o chi per loro, ad ognuno di noi ha letteralmente passato il testimone dell’esser umani.

Ritmi relazionali corporei nei quali la Parola ancora non ha un ruolo così smisuratamente centrale quale noi da adulti, oggi, gli attribuiamo con una qualche sbrigativa superficialità.

Era palese quanto nelle pratiche esorcistiche di Amorth, il ruolo dell’interazione ritmica sincronizzata con la prosodia delle preghiere svolgesse un ruolo del tutto, quello sì, assolutamente centrale.

Insomma, quelle pratiche, fatti i dovuti distinguo legati alla cornice culturale di stretta osservanza cattolica, conservano la struttura di pratiche terapeutiche sia pregresse che più recenti.

Ma non solo, altra scoperta straordinaria è stata il riconoscimento della ineliminabile componente femminile di quella relazione, Don Amorth stesso essendo capace di concludere un suo rituale persino dall’apparenza assai drammatica, con una tenerissima ninna nanna recitata nel suo bell’accento modenese.

E poi tante altre cose che abbiamo poi, noi di Poliscreativa, rubacchiato a quell’esorcista che per qualche anno è stato persino docente della nostra Scuola di Arteterapia e che a sua volta quel presbitero aveva ereditato dalle nostre comuni antenate sciamane, sia pure del tutto inconsapevolmente.

A questo punto vi sarà chiaro il perché del dissacrante collage con il quale ci siamo permessi di presentare questo nostro laboratorio, non ce ne voglia quindi il povero Freud se lo abbiamo mandato al rogo, in realtà volendo soltanto sottolineare come forse, soprattutto certi suoi nipotini, abbiano un tantinello esagerato nell’esaltare il ruolo della Parola a discapito del corpo, in questo, sempre a nostro parere, allineandosi con una certa teologia cristiana che forse minimizza quanto la deità del Messia consista proprio nel suo essersi fatto corpo vivo, quindi reale e condiviso, capace di gioia e dolore come quello di tutti noi.

Sabato 20 aprile 2024
⌚Ore 9:30 – 18:30
Presso “Percentomusica
Via dei Cessati Spiriti 89, Roma
Per ulteriori dettagli sui nostri corsi di arteterapia e le modalità di iscrizione al laboratorio contattare:
Dott.ssa Giusi Tartaro 3335973301
Dott.ssa Gioia Cancellier 3342140181
info@poliscreativa.it

Da sapere:

  • Per la delicatezza della materia che verrà attivata si prega di arrivare puntuali e si consiglia vivamente di organizzarsi per poter partecipare fino all’orario stabilito per la conclusione per poter partecipare a tutte le procedure di ricomposizione emotiva
  • Verrà svolta anche un’attività ritmica corporea per la quale, pur essendo molto leggera, consigliamo vestiti comodi e scarpe adatte
  • Siccome è possibile ci si sporchi con i colori, si scelgano indumenti non “griffati” o di particolare pregio; se si preferisce portare un cambio i nostri spogliatoi sono a vostra disposizione
  • Il laboratorio è a numero chiuso non potendo partecipare più di 30 persone e pertanto è necessario prenotarsi entro il 16 aprile versando anche il contributo previsto di 100,00 Euro
  • Il laboratorio si svolgerà presso la sala di danza di “Percentomusica”, Via dei Cessati Spiriti 89, Roma. La sede del laboratorio è facilmente raggiungibile, sia con la macchina che con i mezzi pubblici; in particolare, è vicina alla fermata “Colli Albani” della Linea A della metro. Proprio da questa fermata inizia “Via dei Cessati Spiriti” e la sede dell’incontro è a non più di 300 metri

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